Il territorio dell'Appennino sannita corrisponde in massima parte alle province amministrative di Avellino e Benevento. Esso è caratterizzato dal punto di vista tettono-stratigrafico da due regioni differenti. La regione occidentale è contraddistinta dalla presenza di rilievi carbonatici di età meso-cenozoica con diffuse fenomenologie carsiche, caratterizzati da elevata altimetria e costituenti importanti acquiferi. La regione orientale, invece, è per gran parte caratterizzata da litologie prevalentemente argilloso-sabbioso-marnose di età mio-pliocenica, ricoperte da materiali conglomeratico-sabbioso-limosi di età quaternaria. Il paesaggio si presenta con modesti rilievi a pendenza attenuata e cospicua rete idrografica, sviluppata al punto da influenzare l'evoluzione dinamica dei versanti. Tutta la regione, inoltre, è contrassegnata da un'elevatissima pericolosità sismica e idrogeologica. La molteplicità degli ambienti naturali presenti in questo settore appenninico dà luogo ad una ricca varietà di paesaggi, che solo negli ultimi decenni hanno subito una forte manomissione, non sempre rispettosa dei locali ambiti ecologici. Le aree alluvionali sono condizionate da una pressione antropica crescente e di forte impatto; al contrario, le aree collinari e montuose sono in massima parte abbandonate o in via di abbandono, con conseguente deterioramento della superficie del rilievo in termini di degradazione del suolo, a causa delle mancate pratiche conservative e di adeguate sistemazioni agro-forestali. Il clima della regione è tipicamente mediterraneo a stagione secca ed esso condiziona fortemente il quadro territoriale e socio-economico locale. Tuttavia, una tale definizione climatica della regione sembra essere inappropriata, in quanto l'articolazione del rilievo che in questa zona rappresenta lo spartiacque appenninico, e la diversa provenienza dei flussi meteorologici, sia dai quadranti occidentali che da quelli orientali, giocano un ruolo determinante nella definizione locale di assetti microclimatici non privi di peculiarità ecologiche, termo-pluviometriche, agrarie, che danno luogo a paesaggi talvolta prosperi, altre volte monotoni. In questo quadro fortemente influenzato dall'assetto geomorfologico locale estremamente variabile si inserisce questa ricerca volta a definire, attraverso alcuni indici climatici, le caratteristiche climatiche di dettaglio di questo settore dell'Appennino. I dati climatici analizzati si riferiscono a serie storiche di durata differenti (alcune decennali, altre pluridecennali) provenienti da diverse decine di stazioni distribuite, sia arealmente che altrimetricamente, su tutto il territorio appenninico esaminato. Dai dati sono ricavati indici climatici che più appropriatamente descrivono l'assetto geoambientale dell'area investigata: pluviofattore di Lang (IL); indice di aridità di de Martonne (IA); capacità erosiva del clima o indice di Fournier (K), modificato da Arnoldus e classificato dal CORINE-CEC; indice di aggressività della pioggia R della RUSLE; indice di continentalità idrica di Gams (Cl); indici di continentalità di Gorczinsky (Ic), di Gottmann (IG), di Conrad, di Currey; indice pluviometrico annuale di Moral; indice di Emberger o quoziente pluviometrico (Q); indice igrotermico di Amann (H); indice xerotermico di Bagnouls e Gaussen; indice di Crowther (IC); evapotraspirazione secondo Turc e Thornthwaite; bilancio idroclimatico; indice bioclimatico (IB) di J. L. Vernet; indice di aridità UNEP. Per ciascuna stazione i dati relativi ad ogni serie sono stati tabulati al fine di definire attraverso gli indici le caratteristiche climatiche che esse documentano. Ciascuno di questi indici è stato opportunamente trattato sia con tecniche matematico-statistiche, sia con tecniche empiriche per la produzione di un'adeguata cartografia tematica maggiormente rispondente alle caratteristiche geoambientali dell'area esaminata. In particolare, alcuni di essi hanno mostrato un'attitudine ad essere correlati all'altimetria e all'acclività del paesaggio se confrontati con un Modello Digitale del Terreno (con risoluzione di 20 m per pixel), che costituisce la base cartografica implementata in ambiente GIS. Tra questi particolarmente significativi si sono rivelati gli indici relativi a: 1) aridità come quelli di de Martonne (IA) e Crowther (IC), riferibili al rischio incipiente di desertificazione che può colpire alcuni settori orientali della catena appenninica e ai risvolti sul regime colturale/irriguo; 2) capacità aggressiva della pioggia (indice di Fournier, mod. FAO), che può essere relazionato anche soprattutto al rischio desertificazione valutando le condizioni alterative a cui sono sottoposti suoli già stressati dalla siccità anche nei confronti degli eventi meteorici improvvisi e violenti; 3) aggressività della pioggia R, sensu RUSLE, assai utile nella valutazione dell'estremizzazione dei fenomeni, con rilevanti conseguenze sulla instabilità dei versanti.

Gli indici climatici per la caratterizzazione geoambientale del paesaggio dell’Appennino sannita (Campania)

RUSSO F;
2009

Abstract

Il territorio dell'Appennino sannita corrisponde in massima parte alle province amministrative di Avellino e Benevento. Esso è caratterizzato dal punto di vista tettono-stratigrafico da due regioni differenti. La regione occidentale è contraddistinta dalla presenza di rilievi carbonatici di età meso-cenozoica con diffuse fenomenologie carsiche, caratterizzati da elevata altimetria e costituenti importanti acquiferi. La regione orientale, invece, è per gran parte caratterizzata da litologie prevalentemente argilloso-sabbioso-marnose di età mio-pliocenica, ricoperte da materiali conglomeratico-sabbioso-limosi di età quaternaria. Il paesaggio si presenta con modesti rilievi a pendenza attenuata e cospicua rete idrografica, sviluppata al punto da influenzare l'evoluzione dinamica dei versanti. Tutta la regione, inoltre, è contrassegnata da un'elevatissima pericolosità sismica e idrogeologica. La molteplicità degli ambienti naturali presenti in questo settore appenninico dà luogo ad una ricca varietà di paesaggi, che solo negli ultimi decenni hanno subito una forte manomissione, non sempre rispettosa dei locali ambiti ecologici. Le aree alluvionali sono condizionate da una pressione antropica crescente e di forte impatto; al contrario, le aree collinari e montuose sono in massima parte abbandonate o in via di abbandono, con conseguente deterioramento della superficie del rilievo in termini di degradazione del suolo, a causa delle mancate pratiche conservative e di adeguate sistemazioni agro-forestali. Il clima della regione è tipicamente mediterraneo a stagione secca ed esso condiziona fortemente il quadro territoriale e socio-economico locale. Tuttavia, una tale definizione climatica della regione sembra essere inappropriata, in quanto l'articolazione del rilievo che in questa zona rappresenta lo spartiacque appenninico, e la diversa provenienza dei flussi meteorologici, sia dai quadranti occidentali che da quelli orientali, giocano un ruolo determinante nella definizione locale di assetti microclimatici non privi di peculiarità ecologiche, termo-pluviometriche, agrarie, che danno luogo a paesaggi talvolta prosperi, altre volte monotoni. In questo quadro fortemente influenzato dall'assetto geomorfologico locale estremamente variabile si inserisce questa ricerca volta a definire, attraverso alcuni indici climatici, le caratteristiche climatiche di dettaglio di questo settore dell'Appennino. I dati climatici analizzati si riferiscono a serie storiche di durata differenti (alcune decennali, altre pluridecennali) provenienti da diverse decine di stazioni distribuite, sia arealmente che altrimetricamente, su tutto il territorio appenninico esaminato. Dai dati sono ricavati indici climatici che più appropriatamente descrivono l'assetto geoambientale dell'area investigata: pluviofattore di Lang (IL); indice di aridità di de Martonne (IA); capacità erosiva del clima o indice di Fournier (K), modificato da Arnoldus e classificato dal CORINE-CEC; indice di aggressività della pioggia R della RUSLE; indice di continentalità idrica di Gams (Cl); indici di continentalità di Gorczinsky (Ic), di Gottmann (IG), di Conrad, di Currey; indice pluviometrico annuale di Moral; indice di Emberger o quoziente pluviometrico (Q); indice igrotermico di Amann (H); indice xerotermico di Bagnouls e Gaussen; indice di Crowther (IC); evapotraspirazione secondo Turc e Thornthwaite; bilancio idroclimatico; indice bioclimatico (IB) di J. L. Vernet; indice di aridità UNEP. Per ciascuna stazione i dati relativi ad ogni serie sono stati tabulati al fine di definire attraverso gli indici le caratteristiche climatiche che esse documentano. Ciascuno di questi indici è stato opportunamente trattato sia con tecniche matematico-statistiche, sia con tecniche empiriche per la produzione di un'adeguata cartografia tematica maggiormente rispondente alle caratteristiche geoambientali dell'area esaminata. In particolare, alcuni di essi hanno mostrato un'attitudine ad essere correlati all'altimetria e all'acclività del paesaggio se confrontati con un Modello Digitale del Terreno (con risoluzione di 20 m per pixel), che costituisce la base cartografica implementata in ambiente GIS. Tra questi particolarmente significativi si sono rivelati gli indici relativi a: 1) aridità come quelli di de Martonne (IA) e Crowther (IC), riferibili al rischio incipiente di desertificazione che può colpire alcuni settori orientali della catena appenninica e ai risvolti sul regime colturale/irriguo; 2) capacità aggressiva della pioggia (indice di Fournier, mod. FAO), che può essere relazionato anche soprattutto al rischio desertificazione valutando le condizioni alterative a cui sono sottoposti suoli già stressati dalla siccità anche nei confronti degli eventi meteorici improvvisi e violenti; 3) aggressività della pioggia R, sensu RUSLE, assai utile nella valutazione dell'estremizzazione dei fenomeni, con rilevanti conseguenze sulla instabilità dei versanti.
978-88-900094-7-1
Geomorfologia, Climatologia, Sannio, Irpinia, Indici climatici.
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