Riassunto Dal 1907, data della sua istituzione presso l’Università di Napoli fondata da Federico II, alla cattedra di Geografia fisica (che in tempi più recenti viene associata alla Geomorfologia), si sono succedute figure scientifiche di tutto rispetto e di sicuro spessore culturale. Anche se dotate di diversa personalità e temperamento, perché provenienti da esperienze di vita vissuta e tempi diversi, queste figure si sono “incontrate” nel tempo e fra loro si è stabilito un fil rouge che ha collegato i loro destini nel meraviglioso e complicato rapporto maestro/allievo. Giuseppe De Lorenzo, Antonio Lazzari e Ludovico Brancaccio si sono dimostrati autentici “maestri” che hanno fatto grandi le loro “scuole”, che hanno arricchito i loro ambiti, ogni volta di più, di persone e di nuovi e diversi orizzonti scientifico-culturali; nello stesso tempo, però, sono stati “allievi” affettuosi e diligenti che hanno imparato, continuato, divulgato, migliorato e conservato, come prezioso tesoro, gli insegnamenti, anche di vita, ricevuti e vissuti. Parafrasando, impunemente, uno scritto di questi tre (L.B.) a proposito della difficile definizione del rapporto tra allievo e maestro si potrebbe dire che questo rapporto: “… si connota per mille diverse sfumature, che spesso attraversano tutte le categorie dei sentimenti e delle attività della mente umana. Ma il passaggio obbligato è sempre uno: la volontà della memoria”. D’accordo con questa soluzione anch’io ho ritenuto che “… il miglior modo di esercitare questa funzione …” è lasciare questo scritto per ricordare l’operato di questi maestri e il contributo che hanno dato allo sviluppo della Geografia fisica e Geomorfologia napoletana e italiana.

Da Giuseppe De Lorenzo a Ludovico Brancaccio: un secolo di Geografia fisica e Geomorfologia nell’Università di Napoli

RUSSO F
2014

Abstract

Riassunto Dal 1907, data della sua istituzione presso l’Università di Napoli fondata da Federico II, alla cattedra di Geografia fisica (che in tempi più recenti viene associata alla Geomorfologia), si sono succedute figure scientifiche di tutto rispetto e di sicuro spessore culturale. Anche se dotate di diversa personalità e temperamento, perché provenienti da esperienze di vita vissuta e tempi diversi, queste figure si sono “incontrate” nel tempo e fra loro si è stabilito un fil rouge che ha collegato i loro destini nel meraviglioso e complicato rapporto maestro/allievo. Giuseppe De Lorenzo, Antonio Lazzari e Ludovico Brancaccio si sono dimostrati autentici “maestri” che hanno fatto grandi le loro “scuole”, che hanno arricchito i loro ambiti, ogni volta di più, di persone e di nuovi e diversi orizzonti scientifico-culturali; nello stesso tempo, però, sono stati “allievi” affettuosi e diligenti che hanno imparato, continuato, divulgato, migliorato e conservato, come prezioso tesoro, gli insegnamenti, anche di vita, ricevuti e vissuti. Parafrasando, impunemente, uno scritto di questi tre (L.B.) a proposito della difficile definizione del rapporto tra allievo e maestro si potrebbe dire che questo rapporto: “… si connota per mille diverse sfumature, che spesso attraversano tutte le categorie dei sentimenti e delle attività della mente umana. Ma il passaggio obbligato è sempre uno: la volontà della memoria”. D’accordo con questa soluzione anch’io ho ritenuto che “… il miglior modo di esercitare questa funzione …” è lasciare questo scritto per ricordare l’operato di questi maestri e il contributo che hanno dato allo sviluppo della Geografia fisica e Geomorfologia napoletana e italiana.
978-88-9824817-9
Giuseppe De Lorenzo, Antonio Lazzari, Ludovico Brancaccio, Geografia fisica, Geomorfologia, Università di Napoli
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
F. Russo - Da Giuseppe De Lorenzo a Ludovico Brancaccio ... - A.I.Geo, Isernia 2014.pdf

non disponibili

Licenza: Non specificato
Dimensione 1.69 MB
Formato Adobe PDF
1.69 MB Adobe PDF   Visualizza/Apri   Richiedi una copia

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.12070/9913
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact