Riassunto Nell'ambito delle indagini e degli studi condotti nell'area vesuviana per lo sviluppo del progetto di valorizzazione è stata ritenuta di indubbio interesse una ricerca finalizzata alla ricostruzione geografica e ambientale della fascia costiera pompeiana nel I sec. d.C., approfondendo in particolare i seguenti temi: - ubicazione ed andamento della linea di costa; - percorso del fiume Sarno nel suo tratto terminale e zona delizia; - sito del porto romano di Pompei. La delimitazione dell'area oggetto dell'indagine specifica è stata effettuata considerando quella parte della fascia della pianura costiera del Sarno delimitata dalla collina vulcanica di Pompei a Nord, dall'attuale linea di costa ad Ovest, dalla direttrice del rilievo di S. Abbondio ad Est e da una linea ideale Est-Ovest tracciata ad una distanza di 750 metri a Sud dell'attuale foce del Sarno. Notando che gli elementi conoscitivi fisici e antropici acquisibili per la ricostruzione paleogeografica del sito non possono essere di tipo puntuale laddove il risultato dell'indagine deve rappresentare un continuum territoriale, è ragionevole assumere a presupposto metodologico della ricerca che solo una reciproca integrazione di dati di differente natura (come quelli storico-archeologici, geologici e topografici) può ridurre il grado di indeterminatezza della attesa di un universo continuo ed esteso, pur se indagato riguardo a un puntuale momento cronologico e ad una ristretta fascia di territorio. Una prima classe di informazioni considerata è rappresentata dalle emergenze archeologiche note nella zona esaminata. Non in tutti i casi è stato possibile, utilizzando la documentazione esistente, compiere una localizzazione puntuale dei rinvenimenti archeologici; per alcuni complessi, infatti, i dati bibliografici e cartografici recuperati fornivano solo indicazioni topografiche di massima sull'ubicazione del sito. Per una buona parte delle testimonianze archeologiche è stato invece possibile definire una ubicazione puntuale utilizzando dati planimetrici e cartografici, soprattutto stralci di mappe catastali in scala 1:2000 conservati presso l'Archivio della Soprintendenza Archeologica di Pompei. Una seconda classe di informazioni è costituita dai risultati di una campagna di circa cinquanta sondaggi geognostici, appositamente realizzata dal Consorzio Neapolis con la consulenza del prof. Ortolani e di un team di geologi del Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Napoli. Tale indagine ha consentito di ottenere dati significativi riguardo le caratteristiche dei diversi contesti ambientali nei quali si erano depositati i prodotti dell'eruzione del 79 d.C. L'esame stratigrafico dei sondaggi, integrato da analisi micropaleontologiche e sedimentologiche e da una serie di datazioni al C14, ha permesso di definire diversi aspetti della evoluzione geomorfologica della bassa Valle del Sarno dall'antico Olocene alla piena età storica. Una terza classe informativa è costituita dai risultati dei sondaggi effettuati dalla Soprintendenza Archeologica di Pompei. Sulla base dell'insieme dei dati ricavati dalle indagini svolte è stata proposta una carta tematica del sito che riporta le acquisizioni ritenute affidabili, e quindi introducendo delle ipotesi, esplicitate e motivate, è stata redatta una carta paleogeografica, indicando i campi di approfondimento degli studi che possono determinare con le loro risultanze, modificazioni della ipotesi proposta.

Nuovi contributi all'identificazione del litorale antico di Pompei

RUSSO F;
1994

Abstract

Riassunto Nell'ambito delle indagini e degli studi condotti nell'area vesuviana per lo sviluppo del progetto di valorizzazione è stata ritenuta di indubbio interesse una ricerca finalizzata alla ricostruzione geografica e ambientale della fascia costiera pompeiana nel I sec. d.C., approfondendo in particolare i seguenti temi: - ubicazione ed andamento della linea di costa; - percorso del fiume Sarno nel suo tratto terminale e zona delizia; - sito del porto romano di Pompei. La delimitazione dell'area oggetto dell'indagine specifica è stata effettuata considerando quella parte della fascia della pianura costiera del Sarno delimitata dalla collina vulcanica di Pompei a Nord, dall'attuale linea di costa ad Ovest, dalla direttrice del rilievo di S. Abbondio ad Est e da una linea ideale Est-Ovest tracciata ad una distanza di 750 metri a Sud dell'attuale foce del Sarno. Notando che gli elementi conoscitivi fisici e antropici acquisibili per la ricostruzione paleogeografica del sito non possono essere di tipo puntuale laddove il risultato dell'indagine deve rappresentare un continuum territoriale, è ragionevole assumere a presupposto metodologico della ricerca che solo una reciproca integrazione di dati di differente natura (come quelli storico-archeologici, geologici e topografici) può ridurre il grado di indeterminatezza della attesa di un universo continuo ed esteso, pur se indagato riguardo a un puntuale momento cronologico e ad una ristretta fascia di territorio. Una prima classe di informazioni considerata è rappresentata dalle emergenze archeologiche note nella zona esaminata. Non in tutti i casi è stato possibile, utilizzando la documentazione esistente, compiere una localizzazione puntuale dei rinvenimenti archeologici; per alcuni complessi, infatti, i dati bibliografici e cartografici recuperati fornivano solo indicazioni topografiche di massima sull'ubicazione del sito. Per una buona parte delle testimonianze archeologiche è stato invece possibile definire una ubicazione puntuale utilizzando dati planimetrici e cartografici, soprattutto stralci di mappe catastali in scala 1:2000 conservati presso l'Archivio della Soprintendenza Archeologica di Pompei. Una seconda classe di informazioni è costituita dai risultati di una campagna di circa cinquanta sondaggi geognostici, appositamente realizzata dal Consorzio Neapolis con la consulenza del prof. Ortolani e di un team di geologi del Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Napoli. Tale indagine ha consentito di ottenere dati significativi riguardo le caratteristiche dei diversi contesti ambientali nei quali si erano depositati i prodotti dell'eruzione del 79 d.C. L'esame stratigrafico dei sondaggi, integrato da analisi micropaleontologiche e sedimentologiche e da una serie di datazioni al C14, ha permesso di definire diversi aspetti della evoluzione geomorfologica della bassa Valle del Sarno dall'antico Olocene alla piena età storica. Una terza classe informativa è costituita dai risultati dei sondaggi effettuati dalla Soprintendenza Archeologica di Pompei. Sulla base dell'insieme dei dati ricavati dalle indagini svolte è stata proposta una carta tematica del sito che riporta le acquisizioni ritenute affidabili, e quindi introducendo delle ipotesi, esplicitate e motivate, è stata redatta una carta paleogeografica, indicando i campi di approfondimento degli studi che possono determinare con le loro risultanze, modificazioni della ipotesi proposta.
88-7062-865-5
Geoarcheologia, Stratigrafia, Archeologia pompeiana, Pianure costiere, Pompei, Eruzioni vesuviane.; Geoarchaeology, Coastal geomorphology, Stratigraphy, Archaeology, Roman time, Somma-Vesuvius eruptions, Pompei.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.12070/8276
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