Lo sviluppo turistico delle aree interne, al pari di molti altri fenomeni socio economici, per decenni è stato interpretato secondo un rapporto gerarchico del tipo “centro–periferie” rispetto ai poli turistici forti dei sistemi regionali, imprigionando le aree interne nella loro marginalità, con una scarsa autonomia nelle scelte strategiche e un’offerta turistica frammentata e scarsamente attrattiva (Lai, Li 2012). Negli ultimi anni l’attenzione verso le aree interne è cresciuta sia nel dibattito accademico che in quello politico e sociale (Cersosimo, Donzelli, 2020). In Italia, grazie al varo della Strategia Nazionale per le Aree Interne (SNAI) nel 2012, sono stati individuati quei territori caratterizzati da una forte marginalità fisica e funzionale e segnati da un declino socio–demografico di lungo periodo. La stessa strategia nazionale ne evidenzia, tuttavia, le potenzialità di sviluppo in quanto aree contraddistinte da una ricchezza naturale e culturale significativa che le rende uniche ed attrattive allo stesso tempo; così come sottolineato anche nella vision europea per il 2040 per le zone rurali che mette in luce il potenziale e l’importanza di queste aree per la costruzione di un’identità turistica europea (COM/2021/345). Non è un caso, dunque, che uno dei settori chiave identificati per lo sviluppo locale delle aree interne sia proprio il turismo (Lucatelli, 2016; Cavuta, Ferrari, 2018), settore la cui crescita è destinata a rafforzarsi anche nei prossimi anni (UNWTO, 2024). Il presente lavoro sintetizza le riflessioni maturate nella sessione Turismo a partire dalla necessità di condividere una vision per lo sviluppo turistico delle aree interne dell’Irpinia su cui far convergere politiche, programmi, progettualità e pratiche innovative. La presenza di studiosi e di attori locali, regionali e nazionali ha consentito, infatti, la condivisione di approcci e metodi, di idee progettuali, di esperienze e di buone pratiche territoriali da cui partire per la costruzione di reti per lo sviluppo turistico secondo modelli di co-evoluzione tra luogo, identità e popolazione residente. Reti formali e informali su cui fondare un processo di valorizzazione turistico–territoriale sostenibile per le aree interne che, da un lato, vivono l’urgenza di recuperare centralità nelle politiche e nei processi di sviluppo territoriale e, dall’altro, di costruire nuove economie espressione della diversità territoriale e delle comunità locali, nella consapevolezza che lo sviluppo di questi territori, diversificati ed eterogenei, non può seguire un sentiero uniforme e tracciato da forze esterne ai sistemi locali, ma deve essere la risultanza di un processo generativo di conoscenze e competenze in grado di dare risposta alle istanze dei territori e delle comunità che le popolano.
La “tourism transition” per la rivitalizzazione delle aree interne: il valore delle reti di comunità.
Greco I.
2024-01-01
Abstract
Lo sviluppo turistico delle aree interne, al pari di molti altri fenomeni socio economici, per decenni è stato interpretato secondo un rapporto gerarchico del tipo “centro–periferie” rispetto ai poli turistici forti dei sistemi regionali, imprigionando le aree interne nella loro marginalità, con una scarsa autonomia nelle scelte strategiche e un’offerta turistica frammentata e scarsamente attrattiva (Lai, Li 2012). Negli ultimi anni l’attenzione verso le aree interne è cresciuta sia nel dibattito accademico che in quello politico e sociale (Cersosimo, Donzelli, 2020). In Italia, grazie al varo della Strategia Nazionale per le Aree Interne (SNAI) nel 2012, sono stati individuati quei territori caratterizzati da una forte marginalità fisica e funzionale e segnati da un declino socio–demografico di lungo periodo. La stessa strategia nazionale ne evidenzia, tuttavia, le potenzialità di sviluppo in quanto aree contraddistinte da una ricchezza naturale e culturale significativa che le rende uniche ed attrattive allo stesso tempo; così come sottolineato anche nella vision europea per il 2040 per le zone rurali che mette in luce il potenziale e l’importanza di queste aree per la costruzione di un’identità turistica europea (COM/2021/345). Non è un caso, dunque, che uno dei settori chiave identificati per lo sviluppo locale delle aree interne sia proprio il turismo (Lucatelli, 2016; Cavuta, Ferrari, 2018), settore la cui crescita è destinata a rafforzarsi anche nei prossimi anni (UNWTO, 2024). Il presente lavoro sintetizza le riflessioni maturate nella sessione Turismo a partire dalla necessità di condividere una vision per lo sviluppo turistico delle aree interne dell’Irpinia su cui far convergere politiche, programmi, progettualità e pratiche innovative. La presenza di studiosi e di attori locali, regionali e nazionali ha consentito, infatti, la condivisione di approcci e metodi, di idee progettuali, di esperienze e di buone pratiche territoriali da cui partire per la costruzione di reti per lo sviluppo turistico secondo modelli di co-evoluzione tra luogo, identità e popolazione residente. Reti formali e informali su cui fondare un processo di valorizzazione turistico–territoriale sostenibile per le aree interne che, da un lato, vivono l’urgenza di recuperare centralità nelle politiche e nei processi di sviluppo territoriale e, dall’altro, di costruire nuove economie espressione della diversità territoriale e delle comunità locali, nella consapevolezza che lo sviluppo di questi territori, diversificati ed eterogenei, non può seguire un sentiero uniforme e tracciato da forze esterne ai sistemi locali, ma deve essere la risultanza di un processo generativo di conoscenze e competenze in grado di dare risposta alle istanze dei territori e delle comunità che le popolano.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


