L’articolo indaga la civilian(s) bubble che caratterizza una parte della tradizione del diritto privato italiano: una condizione di autoreferenzialità epistemica, formalismo e dogmatismo che limita la permeabilità del sistema giuridico a paradigmi comparati, critici e aperti alla contaminazione con altri saperi. Attraverso una lettura (quasi) genealogica, vengono individuate alcune micro-rotture che, nel tempo, hanno incrinato questa cattività epistemica. Due major epistemological turns sono oggetto di indagine, in quanto decisivi nel ridefinire il campo discorsivo giuridico nazionale: da un lato, la progressiva costituzionalizzazione del diritto privato, che ha costretto i giuristi a confrontarsi con il potenziale trasformativo dei principi costituzionali, demistificando l’egemonia delle ‘regole’ e del Codice, pur entro posture intellettuali diverse e talvolta ambivalenti; dall’altro, lo sviluppo degli studi di diritto comparato, che ha aperto lo sguardo a contesti e sistemi giuridici stranieri, liberando il pensiero dai vincoli dell’autorità e del narcisismo identitario e, in tal modo, favorendo un approccio più realistico, plurale e strutturalmente critico al fenomeno giuridico
C. Crea, CIVILIAN(S) BUBBLE: STRATEGIE DI USCITA DALLA CATTIVITÀ
C. Crea
2025-01-01
Abstract
L’articolo indaga la civilian(s) bubble che caratterizza una parte della tradizione del diritto privato italiano: una condizione di autoreferenzialità epistemica, formalismo e dogmatismo che limita la permeabilità del sistema giuridico a paradigmi comparati, critici e aperti alla contaminazione con altri saperi. Attraverso una lettura (quasi) genealogica, vengono individuate alcune micro-rotture che, nel tempo, hanno incrinato questa cattività epistemica. Due major epistemological turns sono oggetto di indagine, in quanto decisivi nel ridefinire il campo discorsivo giuridico nazionale: da un lato, la progressiva costituzionalizzazione del diritto privato, che ha costretto i giuristi a confrontarsi con il potenziale trasformativo dei principi costituzionali, demistificando l’egemonia delle ‘regole’ e del Codice, pur entro posture intellettuali diverse e talvolta ambivalenti; dall’altro, lo sviluppo degli studi di diritto comparato, che ha aperto lo sguardo a contesti e sistemi giuridici stranieri, liberando il pensiero dai vincoli dell’autorità e del narcisismo identitario e, in tal modo, favorendo un approccio più realistico, plurale e strutturalmente critico al fenomeno giuridicoI documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


