In Italia, il pensiero keynesiano si è diffuso in ambito accademico seguendo sostanzialmente due filoni di ricerca legati strettamente alle due più note pubblicazioni di Keynes, il Trattato sulla moneta del 1930 e la Teoria Generale del 1936. Un ruolo di primo piano in questo processo hanno avuto Augusto Graziani e Federico Caffè. I due economisti possono considerarsi rappresentativi dei due filoni se si adotta come elemento centrale dell’analisi la distribuzione del reddito. Graziani affronta il tema collegandolo alla teoria dei prezzi, sottolineando il ruolo della moneta e della sua circolazione in rapporto alla produzione e all’occupazione, la teoria monetaria della produzione, richiamando l’analisi keynesiana del Trattato. Caffè analizza il tema della distribuzione avendo come riferimento teorico i contenuti della Teoria Generale: egli riconosce allo Stato sociale un importante ruolo a sostegno dei ceti meno abbienti, sostenendo che le sue disfunzioni non sono da ascriversi a meccanismi endogeni allo Stato sociale stesso, quanto piuttosto alla questione morale legata al malcostume del clientelismo; nella sua visione il mercato da solo non è in grado di risolvere i problemi che colpiscono le fasce più deboli della società, né tantomeno di autoregolarsi. Il lavoro si propone di confrontare in modo sistematico le teorie della distribuzione di Augusto Graziani e di Federico Caffè, mettendo in luce somiglianze e differenze analitiche e normative tra la teoria del circuito monetario e il keynesismo critico orientato alla giustizia sociale. Partendo dall’analisi delle rispettive spiegazioni delle dinamiche salari-profitti e dei ruoli attribuiti a banche, mercato e Stato, l’obiettivo è costruire uno schema integrato – tramite l’estensione del circuito monetario che incorpora la doppia contrattazione bancheimprese e Stato-cittadini – in grado di spiegare come credibilità statale, patto fiscale e coesione sociale influenzino la ripartizione del reddito, la domanda aggregata e la stabilità ciclica.

Distribuzione e keynesismo in Italia nella seconda metà del Novecento: analisi comparata ed eredità teorica della manualistica di Augusto Graziani e di Federico Caffè

Tortorella Esposito, Guido
Writing – Review & Editing
;
Vita, Carmen
Writing – Review & Editing
2025-01-01

Abstract

In Italia, il pensiero keynesiano si è diffuso in ambito accademico seguendo sostanzialmente due filoni di ricerca legati strettamente alle due più note pubblicazioni di Keynes, il Trattato sulla moneta del 1930 e la Teoria Generale del 1936. Un ruolo di primo piano in questo processo hanno avuto Augusto Graziani e Federico Caffè. I due economisti possono considerarsi rappresentativi dei due filoni se si adotta come elemento centrale dell’analisi la distribuzione del reddito. Graziani affronta il tema collegandolo alla teoria dei prezzi, sottolineando il ruolo della moneta e della sua circolazione in rapporto alla produzione e all’occupazione, la teoria monetaria della produzione, richiamando l’analisi keynesiana del Trattato. Caffè analizza il tema della distribuzione avendo come riferimento teorico i contenuti della Teoria Generale: egli riconosce allo Stato sociale un importante ruolo a sostegno dei ceti meno abbienti, sostenendo che le sue disfunzioni non sono da ascriversi a meccanismi endogeni allo Stato sociale stesso, quanto piuttosto alla questione morale legata al malcostume del clientelismo; nella sua visione il mercato da solo non è in grado di risolvere i problemi che colpiscono le fasce più deboli della società, né tantomeno di autoregolarsi. Il lavoro si propone di confrontare in modo sistematico le teorie della distribuzione di Augusto Graziani e di Federico Caffè, mettendo in luce somiglianze e differenze analitiche e normative tra la teoria del circuito monetario e il keynesismo critico orientato alla giustizia sociale. Partendo dall’analisi delle rispettive spiegazioni delle dinamiche salari-profitti e dei ruoli attribuiti a banche, mercato e Stato, l’obiettivo è costruire uno schema integrato – tramite l’estensione del circuito monetario che incorpora la doppia contrattazione bancheimprese e Stato-cittadini – in grado di spiegare come credibilità statale, patto fiscale e coesione sociale influenzino la ripartizione del reddito, la domanda aggregata e la stabilità ciclica.
2025
Augusto Graziani, Federico Caffè, teoria della distribuzione, keynesismo, welfare State, progressività fiscale
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12070/72925
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