Riassunto Quasi centro geografico della Provincia di Avellino, nota anche col nome storico di Irpinia, la località della Mefite nella piccola Valle d’Ansanto (Fig. 1) rappresenta uno dei luoghi più noti non solo tra gli esperti di letteratura antica e di archeologia italica e romana, ma anche uno dei riferimenti più conosciuti ad un particolare momento della storia geologica dell’Appennino Meridionale e dell’intero Mediterraneo (Di Lisio et al., 2012). Nel sito, infatti, mostrano tutta la loro evidenza i fenomeni pseudo-vulcanici conseguenti alla presenza dei depositi della Formazione gessoso-solfifera derivata dalla notissima crisi di salinità del tardo Messiniano. Tali fenomeni hanno attratto l’attenzione di schiere di studiosi sin dall’antichità, passando per i nomi più celebri tra i viaggiatori del Gran Tour e della geologia italiana ed europea. Solo per citare alcuni nomi, vanno ricordati quelli di G.B. Brocchi, di A. Fortis, di W. Hamilton ecc. (Sisto, 2013). In tale contesto, visto il grande pregio ambientale e paesaggistico, possiamo dire di trovarci di fronte ad un geosito ossia un luogo del paesaggio risultano essere una “entità fisica organizzata in sistemi naturali ed artificiali, sottoposti ad eventi spontanei e ad azioni umane, permeata da culture, segni e tracce delle stratificazioni ‘geostoriche’, prodotto delle interazioni tra cultura, azione dell’uomo ed evoluzione della realtà naturale” (Brancucci, 2004). Quindi, riprendendo questo ultimo concetto e la natura del luogo, il termine di geosito può essere trasformato in geoarcheosito ossia, un luogo avente un alto interesse ambientale, antropico, storico-archeologico e paesaggistico, in cui la componente geologica e quella antropica hanno la stessa importanza (Lena, 2009). La sua tutela e valorizzazione, fattore fondamentale nell’ambito delle più ampie politiche di pianificazione e di gestione delle risorse naturali (Burlando, 2009), non può che favorire, come l’articolo intende esporre, un sempre più fiorente geoturismo. Infatti, in questa località e in siti limitrofi è sempre più praticato e attira un gran numero di visitatori, sia addetti ai lavori che semplici appassionati, scolaresche di ogni età, amanti del trekking e del turismo enogastronomico, accompagnati molto spesso da chi scrive e da entusiasti giovani locali. Le visite si inseriscono nel contesto di una più vasta fruizione che beneficia di un patrimonio ancora integro sotto il profilo paesaggistico (entro un raggio di qualche decina di km si contano ben sette SIC, due ZPS e un’oasi naturalistica WWF) e ricco di eccellenze agroalimentari.

La Mefite nella Valle d’Ansanto (Irpinia, Campania): il valore paradigmatico di un geoarcheosito

RUSSO F;
2014

Abstract

Riassunto Quasi centro geografico della Provincia di Avellino, nota anche col nome storico di Irpinia, la località della Mefite nella piccola Valle d’Ansanto (Fig. 1) rappresenta uno dei luoghi più noti non solo tra gli esperti di letteratura antica e di archeologia italica e romana, ma anche uno dei riferimenti più conosciuti ad un particolare momento della storia geologica dell’Appennino Meridionale e dell’intero Mediterraneo (Di Lisio et al., 2012). Nel sito, infatti, mostrano tutta la loro evidenza i fenomeni pseudo-vulcanici conseguenti alla presenza dei depositi della Formazione gessoso-solfifera derivata dalla notissima crisi di salinità del tardo Messiniano. Tali fenomeni hanno attratto l’attenzione di schiere di studiosi sin dall’antichità, passando per i nomi più celebri tra i viaggiatori del Gran Tour e della geologia italiana ed europea. Solo per citare alcuni nomi, vanno ricordati quelli di G.B. Brocchi, di A. Fortis, di W. Hamilton ecc. (Sisto, 2013). In tale contesto, visto il grande pregio ambientale e paesaggistico, possiamo dire di trovarci di fronte ad un geosito ossia un luogo del paesaggio risultano essere una “entità fisica organizzata in sistemi naturali ed artificiali, sottoposti ad eventi spontanei e ad azioni umane, permeata da culture, segni e tracce delle stratificazioni ‘geostoriche’, prodotto delle interazioni tra cultura, azione dell’uomo ed evoluzione della realtà naturale” (Brancucci, 2004). Quindi, riprendendo questo ultimo concetto e la natura del luogo, il termine di geosito può essere trasformato in geoarcheosito ossia, un luogo avente un alto interesse ambientale, antropico, storico-archeologico e paesaggistico, in cui la componente geologica e quella antropica hanno la stessa importanza (Lena, 2009). La sua tutela e valorizzazione, fattore fondamentale nell’ambito delle più ampie politiche di pianificazione e di gestione delle risorse naturali (Burlando, 2009), non può che favorire, come l’articolo intende esporre, un sempre più fiorente geoturismo. Infatti, in questa località e in siti limitrofi è sempre più praticato e attira un gran numero di visitatori, sia addetti ai lavori che semplici appassionati, scolaresche di ogni età, amanti del trekking e del turismo enogastronomico, accompagnati molto spesso da chi scrive e da entusiasti giovani locali. Le visite si inseriscono nel contesto di una più vasta fruizione che beneficia di un patrimonio ancora integro sotto il profilo paesaggistico (entro un raggio di qualche decina di km si contano ben sette SIC, due ZPS e un’oasi naturalistica WWF) e ricco di eccellenze agroalimentari.
Mefite, Geositi, Archeologia, Irpinia, Geomorfologia ambientale.; Geosites, Archaeology, Southern Italy, Mephitis mith, Hirpinia, Environmental Geology.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.12070/6712
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