Landslide risk of the Campanian carbonate slopes covered by pyroclastic deposits is mainly connected with the occurrence of high-velocity debris avalanches and debris flows. Analyses show that flows initiate as small translational slides in the pyroclastics. The failure process is controlled by the interaction of both natural and human-induced factors. Geomorphological settings play a decisive role in locating the source failures. Therefore, the crucial aspects in landslide hazard and risk assessment are: (a) recognise the geomorphological control factors, (b) determine parameters defining landslide intensity (velocity, volume, depth of deposit) and (c) predict landslide runout distance. An approach combining geomorphology and numerical analysis has been adopted in the work reported here. Potential future landslide intensity scenarios are simulated predicting the runout behaviour of potential instabilities by using a dynamic model previously calibrated by back-analysing observed events of similar scale and type. The selected area is a sector of the Avella Mountains having the same geomorphological environment as the 1998 Sarno landslides (Campania, Southern Italy).

La pericolosità da frana dei versanti carbonatici campani ricoperti da depositi piroclastici è principalmente connessa all’innesco di flussi a cinematica veloce, quali debris avalanche e debris flow. Le analisi effettuate mostrano che le instabilità hanno inizio attraverso scorrimenti traslativi di esigue porzioni di mantello piroclastico. L’innesco è controllato dall’interazione di numerosi fattori sia naturali sia antropici. Gli assetti geomorfologici giocano un ruolo decisivo nel localizzare le aree sorgenti dei flussi, per questo in una valutazione della pericolosità da frana risulta di grande importanza: a) individuare i fattori geomorfologici di controllo, e b) determinare i parametri che definiscono l’intensità da frana (velocità, volume, distanza di propagazione). In questa nota, ad un approccio geomorfologico è unita un’analisi numerica che ha permesso di simulare differenti scenari d’intensità da frana prevedendo il comportamento dinamico di potenziali instabilità utilizzando un modello dinamico già calibrato in precedenti analisi post-frana su eventi del recente passato. L’area selezionata è un settore campione dei Monti di Avella collocato nello stesso contesto geomorfologico delle frane di Sarno del 1998.

Morphological methods and dynamic modelling in landslide hazard assessment of the Campania Appennine carbonate slope

REVELLINO P;
2008

Abstract

La pericolosità da frana dei versanti carbonatici campani ricoperti da depositi piroclastici è principalmente connessa all’innesco di flussi a cinematica veloce, quali debris avalanche e debris flow. Le analisi effettuate mostrano che le instabilità hanno inizio attraverso scorrimenti traslativi di esigue porzioni di mantello piroclastico. L’innesco è controllato dall’interazione di numerosi fattori sia naturali sia antropici. Gli assetti geomorfologici giocano un ruolo decisivo nel localizzare le aree sorgenti dei flussi, per questo in una valutazione della pericolosità da frana risulta di grande importanza: a) individuare i fattori geomorfologici di controllo, e b) determinare i parametri che definiscono l’intensità da frana (velocità, volume, distanza di propagazione). In questa nota, ad un approccio geomorfologico è unita un’analisi numerica che ha permesso di simulare differenti scenari d’intensità da frana prevedendo il comportamento dinamico di potenziali instabilità utilizzando un modello dinamico già calibrato in precedenti analisi post-frana su eventi del recente passato. L’area selezionata è un settore campione dei Monti di Avella collocato nello stesso contesto geomorfologico delle frane di Sarno del 1998.
Landslide risk of the Campanian carbonate slopes covered by pyroclastic deposits is mainly connected with the occurrence of high-velocity debris avalanches and debris flows. Analyses show that flows initiate as small translational slides in the pyroclastics. The failure process is controlled by the interaction of both natural and human-induced factors. Geomorphological settings play a decisive role in locating the source failures. Therefore, the crucial aspects in landslide hazard and risk assessment are: (a) recognise the geomorphological control factors, (b) determine parameters defining landslide intensity (velocity, volume, depth of deposit) and (c) predict landslide runout distance. An approach combining geomorphology and numerical analysis has been adopted in the work reported here. Potential future landslide intensity scenarios are simulated predicting the runout behaviour of potential instabilities by using a dynamic model previously calibrated by back-analysing observed events of similar scale and type. The selected area is a sector of the Avella Mountains having the same geomorphological environment as the 1998 Sarno landslides (Campania, Southern Italy).
Debris flow; Dynamic modelling; Campania Apennines
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