Lo studio riguarda la Formazione della Daunia, una delle più diffuse del bordo orientale dell’Appennino centro-meridionale, finalizzato alla comprensione delle modalità con le quali si realizza il deflusso idrico sotterraneo. La ricerca trae spunto dalla considerazione che la “siccità” ed i suoi effetti possano essere risolti, comunque affrontati, anche attraverso la conoscenza idrogeologica degli acquiferi cosiddetti “minori”. Acquiferi che pur essendo meno produttivi rispetto, ad esempio, ai più noti serbatoi carbonatici, rivestono straordinario interesse soprattutto dal punto di vista strategico. Per pervenire all’obiettivo sono state adottate le classiche tecniche delle prospezioni idrogeologiche che hanno riguardato, nello specifico: 1) la caratterizzazione, in chiave idrogeologica, dei depositi affioranti; 2) il censimento delle sorgenti e lo studio degli idrogrammi sorgivi; 3) la redazione dei diagrammi di classificazione, di comparazione e di caratterizzazione delle acque sotterranee. Oltre alla considerevole densità sorgiva (circa 300 polle su un territorio che si estende su 1000 Km2), lo studio ha consentito di individuare la presenza di sorgenti con portate medie complessive certamente non trascurabili e con caratteristiche idrochimiche variabili da pregiate a buone e comunque tali da ipotizzare un utilizzo ai fini idropotabili della risorsa.

La Formazione della Daunia (Appennino Centro-meridionale): un esempio di acquifero minore

ESPOSITO L;
2006

Abstract

Lo studio riguarda la Formazione della Daunia, una delle più diffuse del bordo orientale dell’Appennino centro-meridionale, finalizzato alla comprensione delle modalità con le quali si realizza il deflusso idrico sotterraneo. La ricerca trae spunto dalla considerazione che la “siccità” ed i suoi effetti possano essere risolti, comunque affrontati, anche attraverso la conoscenza idrogeologica degli acquiferi cosiddetti “minori”. Acquiferi che pur essendo meno produttivi rispetto, ad esempio, ai più noti serbatoi carbonatici, rivestono straordinario interesse soprattutto dal punto di vista strategico. Per pervenire all’obiettivo sono state adottate le classiche tecniche delle prospezioni idrogeologiche che hanno riguardato, nello specifico: 1) la caratterizzazione, in chiave idrogeologica, dei depositi affioranti; 2) il censimento delle sorgenti e lo studio degli idrogrammi sorgivi; 3) la redazione dei diagrammi di classificazione, di comparazione e di caratterizzazione delle acque sotterranee. Oltre alla considerevole densità sorgiva (circa 300 polle su un territorio che si estende su 1000 Km2), lo studio ha consentito di individuare la presenza di sorgenti con portate medie complessive certamente non trascurabili e con caratteristiche idrochimiche variabili da pregiate a buone e comunque tali da ipotizzare un utilizzo ai fini idropotabili della risorsa.
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