Litho-structural control on the spatial and temporal evolution of landslides is one of the major typical aspects on slopes constituted of structurally complex sequences. Mainly focused on instabilities of the earth flow type, a semi-quantitative analysis has been developed with the purpose of identifying and characterizing litho-structural control exerted by bedding on slopes and its effects on landsliding. In quantitative terms, a technique for azimuth data interpolation, Non-continuous Azimuth Distribution Methodological Approach (NADIA), is presented by means of a GIS software application. In addition, processed by NADIA, two indexes have been determined: (i) Delta, aimed at defining the relationship between the orientation of geological bedding planes and slope aspect, and (ii) C, which recognizes localized slope sectors in which the stony component of structurally complex formations is abundant and therefore operates an evolutive control of landslide masses. Furthermore, some Litho-Structural Models (LSMs) of slopes are proposed aiming at characterizing recurrent forms of structural control in the source, channel and deposition areas of gravitational movements. In order to elaborate evolutive models controlling landslide scenarios, LSMs were qualitatively related and compared with Delta and C quantitative indexes. The methodological procedure has been applied to a lithostructurally complex area of Southern Italy where data about azimuth measurements and landslide mapping were known. It was found that the proposed methodology enables the recognition of typical control conditions on landslides in relation to the LSMs. Different control patterns on landslide shape and on style and distribution of the activity resulted for each LSM. This provides the possibility for first-order identification to be made of the spatial evolution of landslide bodies.

L’assetto geologico e strutturale dei versanti è alla base dello sviluppo di movimenti franosi. L’attività delle frane in termini di stile e distribuzione dipende principalmente dall’assetto geometrico dei terreni e dalle loro caratteristiche. Pertanto, l’evoluzione spazio-temporale dei fenomeni è governata dalle condizioni lito-strutturali dei versanti, la cui definizione costituisce elemento fondamentale nella definizione della suscettibilità e della pericolosità da frana.Le condizioni geologiche sembrano essere particolarmente importanti nel caso di frane ricorrenti, quali gli earth flows, dove i meccanismi di alimentazione possono indurre retrogressioni e allargamenti nelle aree sorgenti o orientare l’area di canale e quella di accumulo.In riferimento a tali tipologie di frana è stato sviluppato un approccio metodologico semi-quantitativo avente l’obiettivo di identificare e caratterizzare specifiche condizioni di controllo lito-strutturale e i loro effetti sulla franosità. In termini quantitativi, sono stati determinati due parametri di distribuzione spaziale: i) il parametro Δ, con lo scopo di definire le condizioni giaciturali delle discontinuità primarie in relazione all’esposizione del versante; ii) il parametro C, che individua ambiti di controllo localizzato in cui è abbondantemente presente la componete lapidea di formazioni strutturalmente complesse che opera un controllo evolutivo sui corpi di frana.Inoltre, allo scopo di caratterizzare le condizioni di controllo nelle aree sorgenti delle frane, nonché in quelle di transito e di deposito, sono stati definiti ed utilizzati alcuni Modelli Litologoco-Strutturali (MLS). Per ogni MLS, i tre suddetti settori dei corpi di frana sono controllati in maniera differente attraverso condizionamenti che influenzano non soltanto la forma ma, in misura maggiore, lo stile e la distribuzione dell’attività.La metodologia elaborate è stata applicata ad un settore pilota dell’Appennino sannita (Italia meridionale) ove affiorano sequenze, a principale componete argillosa, strutturalmente complesse unitamente alla disponibilità di una rilevante quantità di dati sia sul loro assetto lito-strutturale, sia sull’incidenza spazio-temporale della franosità.I risultati ottenuti hanno evidenziato che la metodologia proposta consente l’identificazione e l’analisi di tipiche condizioni di controllo strutturale su eventi franosi in relazione a modelli comportamentali di base (MLS), fornendo la possibilità di individuare condizioni di primo atto dell’evoluzione spaziale dei corpi di frana. Tale identificazione può diventare un utile strumento in più avanzati studi di suscettibilità e pericolosità da frana effettuati in aree geologicamente complesse.

Bedding control on landslides: a methodological approach for computer-aided mapping analysis

Grelle G;Revellino P;Guadagno F
2011

Abstract

L’assetto geologico e strutturale dei versanti è alla base dello sviluppo di movimenti franosi. L’attività delle frane in termini di stile e distribuzione dipende principalmente dall’assetto geometrico dei terreni e dalle loro caratteristiche. Pertanto, l’evoluzione spazio-temporale dei fenomeni è governata dalle condizioni lito-strutturali dei versanti, la cui definizione costituisce elemento fondamentale nella definizione della suscettibilità e della pericolosità da frana.Le condizioni geologiche sembrano essere particolarmente importanti nel caso di frane ricorrenti, quali gli earth flows, dove i meccanismi di alimentazione possono indurre retrogressioni e allargamenti nelle aree sorgenti o orientare l’area di canale e quella di accumulo.In riferimento a tali tipologie di frana è stato sviluppato un approccio metodologico semi-quantitativo avente l’obiettivo di identificare e caratterizzare specifiche condizioni di controllo lito-strutturale e i loro effetti sulla franosità. In termini quantitativi, sono stati determinati due parametri di distribuzione spaziale: i) il parametro Δ, con lo scopo di definire le condizioni giaciturali delle discontinuità primarie in relazione all’esposizione del versante; ii) il parametro C, che individua ambiti di controllo localizzato in cui è abbondantemente presente la componete lapidea di formazioni strutturalmente complesse che opera un controllo evolutivo sui corpi di frana.Inoltre, allo scopo di caratterizzare le condizioni di controllo nelle aree sorgenti delle frane, nonché in quelle di transito e di deposito, sono stati definiti ed utilizzati alcuni Modelli Litologoco-Strutturali (MLS). Per ogni MLS, i tre suddetti settori dei corpi di frana sono controllati in maniera differente attraverso condizionamenti che influenzano non soltanto la forma ma, in misura maggiore, lo stile e la distribuzione dell’attività.La metodologia elaborate è stata applicata ad un settore pilota dell’Appennino sannita (Italia meridionale) ove affiorano sequenze, a principale componete argillosa, strutturalmente complesse unitamente alla disponibilità di una rilevante quantità di dati sia sul loro assetto lito-strutturale, sia sull’incidenza spazio-temporale della franosità.I risultati ottenuti hanno evidenziato che la metodologia proposta consente l’identificazione e l’analisi di tipiche condizioni di controllo strutturale su eventi franosi in relazione a modelli comportamentali di base (MLS), fornendo la possibilità di individuare condizioni di primo atto dell’evoluzione spaziale dei corpi di frana. Tale identificazione può diventare un utile strumento in più avanzati studi di suscettibilità e pericolosità da frana effettuati in aree geologicamente complesse.
Litho-structural control on the spatial and temporal evolution of landslides is one of the major typical aspects on slopes constituted of structurally complex sequences. Mainly focused on instabilities of the earth flow type, a semi-quantitative analysis has been developed with the purpose of identifying and characterizing litho-structural control exerted by bedding on slopes and its effects on landsliding. In quantitative terms, a technique for azimuth data interpolation, Non-continuous Azimuth Distribution Methodological Approach (NADIA), is presented by means of a GIS software application. In addition, processed by NADIA, two indexes have been determined: (i) Delta, aimed at defining the relationship between the orientation of geological bedding planes and slope aspect, and (ii) C, which recognizes localized slope sectors in which the stony component of structurally complex formations is abundant and therefore operates an evolutive control of landslide masses. Furthermore, some Litho-Structural Models (LSMs) of slopes are proposed aiming at characterizing recurrent forms of structural control in the source, channel and deposition areas of gravitational movements. In order to elaborate evolutive models controlling landslide scenarios, LSMs were qualitatively related and compared with Delta and C quantitative indexes. The methodological procedure has been applied to a lithostructurally complex area of Southern Italy where data about azimuth measurements and landslide mapping were known. It was found that the proposed methodology enables the recognition of typical control conditions on landslides in relation to the LSMs. Different control patterns on landslide shape and on style and distribution of the activity resulted for each LSM. This provides the possibility for first-order identification to be made of the spatial evolution of landslide bodies.
landslide; badding plane; structural control
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.12070/1305
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