ABSTRACT Mount Vesuvius resumption of activity in 1631 represents the last major explosive event in its eruptive history, an event that resulted in the loss of over 6000 lives and in the widespread damage to peripheral human settlements. Comparative examination of the most significant contemporary chronicles and field data provide elements for the reconstruction of the different phases of the eruption and for the recognition of the variety and distribution areas of different emplaced products. Phenomena related to the convective movements within the eruption column during the initial outburst on 16 December 1631 , and the resulting deposition of fall product towards the eastern slopes of the volcano, are described in these chronicles with special care, an approach also reserved to the intervening collapse of the eruption column and subsequent pyroclastic flows. The Authors also provide a wealth of detail on variation in the eruptive style that took place from the dawn of Wednesday 17 December, a time when severe cloudbursts, set off by the explosions conditioning of local weather actived mud flows on the northern and western sides of the volcano. At about noon on the same day, after a violent earthquake that shock off the top of the mountain, the effusive phase set in and lava flows surfaced from fissures that had opened on the flanks of the volcanic cone. This activity, along with occasional phreatic explosions from the summit crater, lasted until midnight of the following day. Intermittent blasts went on up to the end of December, when the eruption subsided and Mount Vesuvius entered a solphataric phase. However, the earthquakes that had marked both the pre-eruptive and eruptive phases, continued well into March 1632. The above reconstruction of the eruptions sequential stages, conducted on the basis of the chronicles accounts provides a valuable contribution to the identification of the eruptive products and their facies in the various sectors of the volcanic cone. Chrono-stratigraphic data and correlation of historical activities formation indicate the prevalence of fall deposits on the eastern side of the volcano, while lavas and pyroclastic flows spread on an area extending from S. Sebastiano al Vesuvio to Boscoreale, that is on the greater part of the southern pedemontan belt: these facts fully confirm all that is recorded in our historical sources, both in connection with the eruption dynamic and the deposition of its products.

RIASSUNTO L'eruzione del 1631 può essere definita come l'ultimo grande evento esplosivo della storia recente del Vesuvio. Essa si verificò dopo un lungo periodo di quiescenza durato circa 500 anni e fu la causa della morte di oltre 6.000 persone, di ingenti danni al patrimonio edilizio e di importanti modificazioni topografiche del territorio. Dall'esame delle cronache più significative di questa eruzione emergono chiaramente importanti informazioni sulla tipologia eruttiva, sul tipo di prodotti emessi e sulla loro distribuzione intorno al vulcano. In questa nota vengono descritte le fenomenologie relative al moto convettivo della colonna eruttiva nella fase iniziale dell'eruzione, cominciata il martedì 16 dicembre, e la relativa deposizione dei prodotti da caduta verso i settori orientali del vulcano. Inoltre, viene anche riportata la successiva fase del collasso e gli effetti dello scorrimento al suolo dei pyroclastic flow conseguentemente originatisi, nonché i cambiamenti nello stile eruttivo che intervennero fino all'alba del mercoledì 17. A causa del condizionamento climatico determinatosi in seguito all'attività esplosiva si ebbero delle violenti piogge che all'alba del mercoledì 17 provocarono la deposizione di prodotti alluvionali, ad opera di colate torrentizie, nei settori settentrionale e meridionale dell'apparato vulcanico. Verso mezzogiorno dello stesso mercoledì 17 dopo un violento terremoto, che causò il crollo della parte terminale del cono vesuviano, ebbe luogo la fase effusiva con emissione di colate laviche da fratture apertesi sui fianchi meridionali dell'edificio. Tale attività, accompagnata da esplosioni freato-magmatiche dal cratere centrale, continuò fino alla mezzanotte del giovedì successivo. Queste esplosioni continuarono fino alla fine di dicembre, dopodichè l'eruzione terminò ed il Vesuvio entrò in fase solfatarica. I terremoti che segnarono la fase pre-eruttiva ed eruttiva furono invece avvertiti fino al marzo del 1632. Questa ricostruzione delle fasi dell'eruzione dedotta dall'analisi delle cronache offre un contributo al rilevamento delle diverse facies dei prodotti eruttivi distribuiti intorno al vulcano. In particolare, le osservazioni di campagna evidenziano una prevalente deposizione dei prodotti da caduta nel settore orientale, mentre le lave ed i pyroclastic flow sono disseminati in modo discontinuo nell'ambito di un settore che va da S. Sebastiano al Vesuvio a Boscoreale, ossia in gran parte della fascia pedemontana meridionale, confermando pienamente tutto quanto riportato nelle cronache storiche, sia in merito alla deposizione dei prodotti sia in relazione alla dinamica dell'eruzione.

L'eruzione del Vesuvio del l631

RUSSO F.
1993

Abstract

RIASSUNTO L'eruzione del 1631 può essere definita come l'ultimo grande evento esplosivo della storia recente del Vesuvio. Essa si verificò dopo un lungo periodo di quiescenza durato circa 500 anni e fu la causa della morte di oltre 6.000 persone, di ingenti danni al patrimonio edilizio e di importanti modificazioni topografiche del territorio. Dall'esame delle cronache più significative di questa eruzione emergono chiaramente importanti informazioni sulla tipologia eruttiva, sul tipo di prodotti emessi e sulla loro distribuzione intorno al vulcano. In questa nota vengono descritte le fenomenologie relative al moto convettivo della colonna eruttiva nella fase iniziale dell'eruzione, cominciata il martedì 16 dicembre, e la relativa deposizione dei prodotti da caduta verso i settori orientali del vulcano. Inoltre, viene anche riportata la successiva fase del collasso e gli effetti dello scorrimento al suolo dei pyroclastic flow conseguentemente originatisi, nonché i cambiamenti nello stile eruttivo che intervennero fino all'alba del mercoledì 17. A causa del condizionamento climatico determinatosi in seguito all'attività esplosiva si ebbero delle violenti piogge che all'alba del mercoledì 17 provocarono la deposizione di prodotti alluvionali, ad opera di colate torrentizie, nei settori settentrionale e meridionale dell'apparato vulcanico. Verso mezzogiorno dello stesso mercoledì 17 dopo un violento terremoto, che causò il crollo della parte terminale del cono vesuviano, ebbe luogo la fase effusiva con emissione di colate laviche da fratture apertesi sui fianchi meridionali dell'edificio. Tale attività, accompagnata da esplosioni freato-magmatiche dal cratere centrale, continuò fino alla mezzanotte del giovedì successivo. Queste esplosioni continuarono fino alla fine di dicembre, dopodichè l'eruzione terminò ed il Vesuvio entrò in fase solfatarica. I terremoti che segnarono la fase pre-eruttiva ed eruttiva furono invece avvertiti fino al marzo del 1632. Questa ricostruzione delle fasi dell'eruzione dedotta dall'analisi delle cronache offre un contributo al rilevamento delle diverse facies dei prodotti eruttivi distribuiti intorno al vulcano. In particolare, le osservazioni di campagna evidenziano una prevalente deposizione dei prodotti da caduta nel settore orientale, mentre le lave ed i pyroclastic flow sono disseminati in modo discontinuo nell'ambito di un settore che va da S. Sebastiano al Vesuvio a Boscoreale, ossia in gran parte della fascia pedemontana meridionale, confermando pienamente tutto quanto riportato nelle cronache storiche, sia in merito alla deposizione dei prodotti sia in relazione alla dinamica dell'eruzione.
ABSTRACT Mount Vesuvius resumption of activity in 1631 represents the last major explosive event in its eruptive history, an event that resulted in the loss of over 6000 lives and in the widespread damage to peripheral human settlements. Comparative examination of the most significant contemporary chronicles and field data provide elements for the reconstruction of the different phases of the eruption and for the recognition of the variety and distribution areas of different emplaced products. Phenomena related to the convective movements within the eruption column during the initial outburst on 16 December 1631 , and the resulting deposition of fall product towards the eastern slopes of the volcano, are described in these chronicles with special care, an approach also reserved to the intervening collapse of the eruption column and subsequent pyroclastic flows. The Authors also provide a wealth of detail on variation in the eruptive style that took place from the dawn of Wednesday 17 December, a time when severe cloudbursts, set off by the explosions conditioning of local weather actived mud flows on the northern and western sides of the volcano. At about noon on the same day, after a violent earthquake that shock off the top of the mountain, the effusive phase set in and lava flows surfaced from fissures that had opened on the flanks of the volcanic cone. This activity, along with occasional phreatic explosions from the summit crater, lasted until midnight of the following day. Intermittent blasts went on up to the end of December, when the eruption subsided and Mount Vesuvius entered a solphataric phase. However, the earthquakes that had marked both the pre-eruptive and eruptive phases, continued well into March 1632. The above reconstruction of the eruptions sequential stages, conducted on the basis of the chronicles accounts provides a valuable contribution to the identification of the eruptive products and their facies in the various sectors of the volcanic cone. Chrono-stratigraphic data and correlation of historical activities formation indicate the prevalence of fall deposits on the eastern side of the volcano, while lavas and pyroclastic flows spread on an area extending from S. Sebastiano al Vesuvio to Boscoreale, that is on the greater part of the southern pedemontan belt: these facts fully confirm all that is recorded in our historical sources, both in connection with the eruption dynamic and the deposition of its products.
Vesuvio, Cronache storiche, depositi piroclastici, dinamica eruttiva, Campania.; Vesuvius, Historical chronicles, Pyroclastic deposits, dynamic of eruption, Southern Italy.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.12070/1296
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